Amare è guardarsi.

Sembra tutto diverso, sembra un incubo espressionista del cinema tedesco. Sto cercando una spiegazione per lavarmene le mani come Ponzio Pilato, e perché dovrei stare da sola, perché solo io posso capire cosa si sta muovendo intorno a me, e quando provo a spiegarlo a qualcuno non trovo le parole. Non trovo più le parole, e non so dove si siano nascoste. Vorrei dimenticare, e non ci riesco. Vorrei che non avessero smentito le idee assolute che avevo dell’amore e della vita in generale. E sono stanca, mi sono stancata di lasciare andare e guardarmi bene dalla gente che ho intorno. Non mi sono mai sentita così sola, così indifesa e forte allo stesso tempo. Mi piacerebbe urlare forte in mezzo a una campagna durante un pomeriggio piovoso, ma sto zitta perché quando gridi poi va a finire che qualcuno si gira.

Lascia andare che alla fine passa, e poi non passa mai. Sicuramente non farebbe mai una cosa del genere, e poi la fanno tutti, sempre. Ricomincerai da zero, ma giri solo la pagina senza strappare il libro. Andrà meglio, e invece si deteriora come il cibo. Così velocemente che quasi non hai il tempo di rendertene conto: succede e rimani solo con una domanda senza risposta.

Lascia andare che alla fine passa, e poi passa tutto, anche quello che volevi non passasse mai. A volte la consolazione più grande sarebbe rimanere fermi nel dolore, e pensare di non poterlo superare se non a determinate condizioni. E invece quelle condizioni non esistono, perché le cose assolute non esistono. Almeno per quanto riguarda la sfera emotiva. E a un certo punto passa, e ti chiedi che importanza abbia avuto se alla fine sei andato oltre? Nessuna? Poca? Non abbastanza?

Ci sarà una cosa che avrà importanza alla fine, così tanta importanza da distruggerti completamente se mai dovesse lasciarti andare? Una cosa che non puoi lasciare andare mai, una cosa da cui ti sei difeso e che ti ha difeso, una cosa senza cui non puoi vivere, non perché non vuoi, ma perché proprio non puoi.

E se non c’è questa cosa qui, allora noi cosa siamo? E che dobbiamo dire?

Non capisco che senso abbia metterci a recitare su questo palcoscenico in cui tutti fanno finta di. Quando ti importa troppo non ti dovrebbe importare così tanto, allora inizi a dissociarti, a guardare le cose da lontano, a disinnescare, e ti sembra che non ti importi abbastanza, perché se non ti importa allora sembra tutto completamente vuoto.

E io francamente non capisco che senso abbia. Cioè cosa stiamo facendo e per chi? Solo per noi, che nasciamo e moriamo da soli? Parliamo di tutte queste cavolate, ma non possiamo cambiare le cose, però possiamo trasformare il nostro sguardo. Per seguire il proprio cuore bisogna fare la cosa sbagliata, per lasciare andare è necessario che ci importi di meno. Quando qualcuno dice qualcosa che ci ferisce è meglio piangere in privato. Le odio le scenate da donnine lamentose che si muovono e frignano in attesa che qualcuno si accorga che stanno male e metta loro una mano sulla spalla e chieda loro perché piangono; ne ho viste tante, ne ho viste troppe. Il dolore è privato. Non dovete ostentarlo: o lo provate o non ve ne frega niente. E se non ve ne frega niente probabilmente vivrete più a lungo ma vivrete una vita vuota, una vita senza significato o storie da raccontare. I lieto fine esistono sono nelle fiabe modificate dalla riforma cristiana e dal maschilismo. E le fiabe non sono favole perché le seconde sono popolate da animali, schema fisso, e una morale alla fine. Non sono sinonimi, smettetela di scambiare le parti solo perché in realtà non conoscete la teoria. Imparate a parlare, imparate a stare zitti. Le pause sono importanti tanto quanto le parole, perché il tempo di pronuncia, e l’intonazione, hanno bisogno di una riflessione che dura pochi secondi, il tempo di una pausa, il tempo di prendere il respiro.

Le pause sono più importanti delle parole perché è dove c’è silenzio che si trova il vero significato delle cose. Non nelle persone, non nelle parole, nelle pause.

Non lo so cosa siamo, e cosa dobbiamo dire, ma una domanda assomiglia a una pausa, una risposta è un passo. A volte le pause possono fare rumore, solo quando durano più del dovuto. Ma dopo il punto bisogna fare una pausa molto lunga, e se ci metti una virgola, fai una pausa meno lunga; il punto e virgola è una pausa che sta a metà strada tra il punto e la virgola, non deve essere troppo lungo, non deve essere troppo breve. La punteggiatura è importante perché ti dice quando devi fermarti. Ed è fondamentale fermarsi, perché le parole sono importanti ma senza le pause, senza gli spazi, sarebbero un groviglio di suoni e lettere indistinto. Una cosa inutile. Una cosa inutile è uno spreco.

Io non voglio sprecare più tempo per chi mi ruba anche un solo secondo di vita con discorsi noiosi, senza pause, con troppe pause, senza risposte. Bisogna fare le domande al momento giusto, e poi bisogna aspettare. Se non ti danno la risposta vuol dire che non la conoscono. E allora siete sullo stesso piano. Non è che chi tace acconsente sempre, a volte chi tace semplicemente non lo sa, e mente. E questa è una risposta.

C’è un momento per tacere, e un momento per arrabbiarsi. C’è un momento per lasciare andare e un momento per afferrare. C’è un momento per essere deboli e un momento in cui bisogna essere più forti. E non è forte chi scaglia tutta la sua forza a caso per dimostrare che ne ha tanta, ma chi è in grado di misurarla e usarne quanto serve nel momento in cui serve. Bisogna soppesare, bisogna ascoltare le pause. Alla fine bisogna ascoltare i respiri, alla fine bisogna lasciare andare, e per lasciare andare bisogna essere forti, ma per essere forti bisogna essere stati anche molto deboli e impotenti, perché puoi dire di conoscere davvero qualcosa solo quando hai avuto a che fare anche con il suo opposto. La debolezza è una forza, e a volte la forza è debolezza. Si può ridere delle cose peggiori, spesso si piange a causa delle migliori. La risposta è nel suo opposto, per comprendere l’opposto, si deve cambiare punto di vista. Ma per cambiare punto di vista è necessario trasformare il nostro sguardo. Non possiamo cambiare le cose che succedono, ma solo il modo in cui le affrontiamo, motivo per cui “la vera rivoluzione sarà cambiare te stesso”.

Non voglio sprecare più neanche un secondo per chi non vede il bello che c’è dentro, e non si ferma a guardare quello che c’è fuori. Non è vero che tutte le persone sono uguali, alcune possono fare la differenza. Alcune la fanno sempre. E chi dice che non è così, o ha paura o è solo vuoto. Quando sei codardo devi imparare da solo a saltare, e molti non saltano mai. Quando sei vuoto alla fine ti accartocci alla prima botta. L’amore è uno scudo prezioso, e allo stesso tempo ti riempie, riempie tutto. Chi dice di non averlo mai incontrato, mente. Perché amare bene non è semplice, ma alla fine amare bene o amare male non fa poi tanta differenza, l’importante è amare. Perché l’amore ha tante forme. Gli inglesi una cosa l’avevano capita, infatti usano sempre lo stesso verbo per esprimere il bene, l’affetto, l’amore in senso proprio. I love you. Lo dici a tua sorella, a tua madre, a tuo padre, alla tua migliore amica, a tuo marito. Perché è sempre la stessa cosa. L’opposto dell’amore non è l’odio, l’opposto dell’amore non esiste perché in tutti c’è amore. Chi dice di non averlo mai sentito mente, chi dice che non lo sentirà mai, ne ha solo paura. Non esistono le cose assolute.

Ma l’amore esiste, io l’ho visto. Alla maniera degli Stilnovisti:

Amore non è aspettare

Amore è parlare,

Amore non esiste

per chi non lo sente,

per chi mente.

Amore è un parentetico

Amore è un discorso diretto

e un passo a due.

Amore è lasciare andare

e imparare a disinnescare.

Amore cambia spesso,

ma rimane sempre lo stesso.

Amore può far male

ma amore fa provare.

Amore non è legarsi

non è sommarsi

né moltiplicarsi:

amore è sottrarsi.

Amore è cambiare punto di vista,

Amore è anche egoista.

Amore è un’infinta vittoria,

amore non ti dà gloria

ma la memoria.

Richiamare alla mente un fatto importante

è sempre Amore, ma l’Amore costante.

L’amore vero è solo una bugia

ma a volte mi sembra che non lo sia.

E non so niente di come ci si sente

ma mi piace credere che Amore non mente.

Amore è solo una percezione,

amare invece è fare attenzione. 

Non so cosa sia fondamentale,

ma in fondo amare

è saltare.

E se Amore ti fissa senza mai protrarsi,

sta solo dicendo che amare è guardarsi. 

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